Il programma, ora per ora

Due giorni a guardare il tuo piano mentre si rompe.

Sei sulla pagina del programma, quindi la domanda vera ce l'hai già: cosa faccio, di preciso, in quelle sedici ore, e perché ci do sopra il sabato e la domenica. Risposta dritta. Non ascolti nessuno parlare e non torni a casa con un quaderno da tradurre quando avrai tempo, tempo che non avrai. Ti siedi coi tuoi numeri davanti, scrivi un piano, e poi lo metti in mezzo alla stanza e lasci che prima l'intelligenza artificiale, poi gli altri imprenditori cerchino dove cede. Quello che cede lo correggi lì. Quello che regge lo firmi a mano, con la prima mossa già fissata con giorno e ora. Sotto trovi cosa succede in ogni blocco, in chiave di quello che ti porti a casa.

// 01 Come sono fatti i due giorni

La materia prima dei due giorni sei tu, non una scaletta.

Il tuo caso è il programma. Arrivi coi tuoi numeri, il tuo calendario e i tuoi progetti fermi, e da quelli si lavora. La traccia c'è e serve a tenere il ritmo, ma quello che esce dai due giorni non sono pagine da rileggere, è un piano che da lunedì apri e usi, perché l'hai costruito tu sui tuoi dati mentre eri nella stanza.

Si lavora a blocchi brevi, sempre allo stesso modo. Una spiegazione corta. Un esempio già compilato da Piernicola De Maria, così vedi com'è fatta una cosa fatta bene prima di farla tu. Poi tocca a te, con un altro imprenditore di fianco che ti contesta le risposte vaghe finché non resta solo quella vera. Nessun blocco finisce senza qualcosa di deciso o scritto nero su bianco.

I due giorni vanno in una direzione sola. Il primo è onestà e priorità: togli la versione comoda dal semestre appena passato e scegli il poco che regge. Il secondo è calendario e prova: verifichi che quel poco stia davvero nelle tue ore, lo metti alla prova e firmi solo quello che ha tenuto. C'è un motivo se la firma arriva alla fine e non all'inizio, e tra poco lo vedi: il piano lo firmi solo dopo che si è rotto.

In mezzo c'è una notte, e quella notte lavora per te. La sera ti porti a casa la prima versione del piano. La mattina la riprendi a freddo e vedi cos'era tornato a sembrarti indispensabile mentre dormivi, e cosa invece tiene ancora. Primo filtro, e te lo fa il sonno gratis.

// 02 Giorno 1, onestà e priorità

Giorno 1: smonti il bullshit e scegli le priorità.

La sera del primo giorno hai meno cose in testa, e quelle rimaste sono quelle giuste. Lavorano la Lettura del Semestre, sui tuoi numeri, e il Piano di Trimestre, sulle tue priorità.

Conti quante cose hai davvero aperte

Metti sul tavolo tutto quello che hai in ballo: quasi sempre 8 o 9 tra priorità e progetti. È il numero da cui parti, ed è quello che vedrai scendere nei due giorni. Una cosa è sentirsi pieni, un'altra è contare.

Leggi il semestre coi numeri in mano

Per ogni obiettivo di inizio anno separi il risultato vero dalla spiegazione comoda che ti sei dato, e trovi la causa che ti è costata di più. Quella che, se non la guardi adesso, te la ritrovi identica nel trimestre dopo, solo più cara.

Chiudi le decisioni che rimandi da mesi

Quella telefonata che eviti da tre settimane, il preventivo grosso fermo perché va rifatto da zero, la cosa bloccata su un'informazione che non sei mai andato a prenderti. Ognuna la decidi, la deleghi, la metti in calendario o la chiudi, e ti accorgi di quanto pesava averla in testa senza prenderla.

Metti la tua diagnosi sotto attacco

Prima la passi sotto un megaprompt di Piernicola De Maria, poi te la contesta un altro imprenditore con la checklist in mano. Se ti stavi raccontando una storia su com'è andato il semestre, viene fuori qui, dove correggerla costa una riga.

Scegli le priorità del trimestre

Una entra solo se ha un responsabile, ore vere, un numero che la misura e una prima mossa entro 14 giorni. Le altre le tagli adesso, mentre tagliarle costa una riga e non un trimestre bruciato.

Decidi tu cosa muore e cosa aspetta

Il taglio è la prima cosa che ti ridà ore e testa per le poche che tieni, perché ogni cosa lasciata a metà si prende un pezzo della tua giornata anche quando non ci stai lavorando. E lo decidi tu, su un criterio, alla luce del sole, non la domenica sera col senso di colpa.

// 03 Output Giorno 1

Cosa hai in mano la sera del primo giorno.

Tre cose, e una notte. La verità sul semestre nero su bianco, causa vera inclusa, quella che ti è già costata sei mesi. Le decisioni che ti vivevano in testa da mesi, ora chiuse o assegnate a qualcuno con un nome. E la prima versione del Piano di Trimestre: poche priorità, già passate ai controlli, ancora da collaudare.

Non è la firma, ed è giusto così. La firma è roba di domani, dopo che il piano ha preso le botte. Stanotte non devi fare niente: ci pensa il sonno a sgonfiare quello che oggi sembrava indispensabile.

Vuoi vedere le tue 8 o 9 priorità diventare 2 o 3 che reggono?

Il primo giorno scegli, il secondo collaudi e firmi. Bologna, 4 e 5 luglio 2026, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura, chiudono domenica 28 giugno. Candidarti non ti impegna a niente: prima ci parliamo.

// 04 Giorno 2, calendario e prova

Giorno 2: collaudi il piano, lo correggi, lo firmi.

Il cuore dei due giorni è qui. Il piano va sotto pressione prima che tu ci scommetta sopra il trimestre, dentro il momento che dà il nome a tutto: il Banco di Rottura, che trovi qui sotto per esteso. Lavorano il Conto delle Ore e il Cruscotto di Controllo.

Riprendi il piano a mente fredda

Vedi cosa regge ancora dopo averci dormito sopra. La domenica sera tutto sembra una priorità, il lunedì mattina coi numeri davanti qualcosa si sgonfia da solo. Quello è il punto da cui riparti.

Metti il piano sotto l'intelligenza artificiale

Incolli un megaprompt e l'AI ti trova le ore gonfiate, i responsabili messi lì per comodità, i rischi che hai preferito non guardare. Non decide niente: ti apre la prima crepa, mentre chiuderla costa una frase.

Conti le ore vere e tagli quello che non ci sta

Togli dal calendario le ore già mangiate da vendita, consegne ed emergenze, e confronti quello che resta con quello che le priorità chiedono. Se non torna, tagli ora, non a settembre col trimestre già andato. Il primo blocco di lavoro finisce in agenda, con giorno e ora.

Costruisci il cruscotto che ti avvisa in tempo

Cinque o sei numeri, ognuno con una soglia e un'azione già decisa adesso, mentre non c'è ancora il fuoco. Serve a una cosa sola: accorgerti che stai sbandando mentre raddrizzare costa poco, non a fine trimestre quando ti resta solo da spiegarlo al commercialista.

Fai rompere il piano dagli altri imprenditori

Ore e numeri alla mano, cercano i punti dove cede, perché ci sono già passati coi loro numeri. Quello che cede lo correggi sul posto, prima di scommetterci sopra tre mesi. Si rompe il piano, mai la persona.

Firmi la tua pagina e dici cosa fai per primo

Una pagina sola, a penna, con solo quello che ha retto. Poi, ad alta voce: cosa tagli, cosa parte per primo, quale numero guardi ogni settimana. Niente applausi, niente teatro. Una decisione detta da adulto, davanti a chi ha appena messo le mani sul tuo piano.

// 05 Il Banco di Rottura

Il momento per cui vieni: il piano prende le botte prima che tu ci scommetta sopra il trimestre.

Questo è il cuore dei due giorni, e ha un nome: Banco di Rottura. È il momento in cui smetti di difendere il tuo piano e lo guardi cedere, finché regge solo quello che regge davvero. La regola è una sola e non si tocca: si rompe il piano, mai la persona. Non si lavora su come decidi, sul tuo carattere o sulle tue intenzioni. Si lavora sulle ore, sui responsabili, sui numeri. Le cose, non te.

Va a tre livelli, uno dietro l'altro. Apri tu il laptop: con un megaprompt di Piernicola De Maria, la tua intelligenza artificiale attacca il piano di tutti in parallelo, ognuno sul proprio caso, nello stesso momento. Non aspetti il turno e nessuno aspetta te, ed è di solito qui che si apre la prima crepa, quella che ti toglie la versione comoda. Poi vengono gli altri imprenditori, a coppie o in piccoli gruppi con la checklist, che cercano i punti dove cedi con le loro ore e i loro numeri davanti, perché ci sono già passati. Alla fine tre o quattro casi vanno davanti alla stanza, guardati da tutti.

La frase che gira in sala dice tutto: meglio che il tuo piano si rompa qui che a settembre davanti ai tuoi numeri. A settembre la crepa la paghi in mesi e in soldi. Qui la paghi con una riga corretta sul posto.

// 06 Il Conto della Sottrazione

Il Conto della Sottrazione: la parte difficile non è scegliere, è accettare quanto tagli.

Dentro il Banco di Rottura c'è il passaggio che fa scendere il numero: il Conto della Sottrazione. Le otto o nove cose con cui sei entrato diventano le due o tre che reggono. Non per magia e non perché qualcuno te le toglie: le metti tu, una per una, davanti ai controlli, e quelle che non li passano cadono.

Tre priorità sono già tante. La quarta, quasi sempre, è il modo elegante per non scegliere. Tenere tutto aperto fa sentire produttivi mentre tiene fermi, perché ogni cosa a metà si prende un pezzo della tua testa anche quando non ci stai lavorando, anche la domenica sera. Sottrarre è quello che ti restituisce le ore, e la testa, per fare il resto: quello per cui hai aperto l'azienda, non l'amministrazione di dieci progetti a metà.

In pubblico circola solo l'aggregato anonimo della stanza, mai i nomi. Quanto ha tagliato il gruppo, sì. Chi ha tagliato cosa, lo sai tu.

// 07 Cosa ti porti via

Esci con roba che apri lunedì mattina, non con dispense da scaffale.

Tutto quello che compili in sala entra nel piano o ti serve a tenerlo in piedi nei mesi dopo, quando sei tornato nella mischia. Niente da archiviare e dimenticare.

  • Il Piano su una pagina, firmato: solo quello che ha retto le prove. Da 2 a 3 priorità con responsabili, ore, numeri di controllo e prime mosse entro 14 giorni. Il tuo team lo legge in due minuti e sa chi fa cosa, senza riunione per spiegarlo.
  • La Lettura del Semestre compilata: la causa vera che ti è già costata sei mesi, scritta, così non te la riporti dentro il trimestre nuovo identica a com'era.
  • Il Piano di Trimestre: le tue 2 o 3 priorità complete, più la lista esplicita di cosa hai tagliato e perché. Quando ti torna la tentazione di riaprire una cosa chiusa, ce l'hai scritto perché l'avevi chiusa.
  • Il Conto delle Ore: la prova, calendario alla mano, che il piano sta nelle tue ore reali e non su una versione instancabile di te che non esiste. Lo rifai ogni volta che cambia qualcosa.
  • Il Cruscotto di Controllo: i cinque o sei numeri che ti avvisano in tempo, con le azioni già decise e la prima riunione di controllo già fissata, con giorno e ora.
  • Le Prime Due Settimane: le prime mosse già in calendario, così il piano parte subito e non "da settembre".
  • I 4 megaprompt di Piernicola De Maria: gli stessi che in sala hanno attaccato il tuo piano. Il prossimo trimestre rifai il collaudo da solo davanti al tuo laptop, senza rimettere piede in aula.
  • Una dichiarazione finale sobria: cosa tagli, cosa fai per primo, quale numero guardi ogni settimana.
Date
sabato 4 e domenica 5 luglio 2026
Orari
9:00 - 18:00
Sede
Hotel Savoia Regency, Bologna
Formato
dal vivo, gruppo selezionato su candidatura, si lavora sui tuoi numeri reali
Investimento
comunicato in risposta alla candidatura
// 08 Se devi ricordare una cosa sola

Se di questi due giorni devi ricordare una cosa, ricorda la firma.

C'è un momento preciso in cui i due giorni smettono di essere un corso e diventano una cosa tua: quando metti la penna su una pagina sola e firmi quello che è sopravvissuto alle prove. Una cosa che firmi a mano pesa diverso da una che approvi distrattamente in un'app. E quella pagina l'hai già vista rompersi e l'hai corretta tu, davanti agli altri. È la sola differenza tra questa e tutte le liste che la domenica sera ti sembravano un piano e il lunedì erano di nuovo solo una lista.

// 09 Il prezzo

E quanto costa, visto che fin qui non te l'ho detto.

L'investimento viene comunicato in risposta alla candidatura, insieme a tutti i dettagli pratici. Non è per fare i misteriosi. Si entra su candidatura, in un gruppo selezionato, e il lavoro rende solo se chi è in sala ha qualcosa di vero da mettere sul tavolo: in una stanza dove si lavora sui dati di ognuno, chi entra a caso fa perdere tempo a tutti, te compreso. Prima guardiamo insieme il tuo caso, poi ti diciamo la cifra e decidi a mente fredda. Se non è il momento giusto te lo diciamo noi per primi. Lo stesso filtro che ti tiene il prezzo per dopo è quello che fa lavorare bene chi entra.

Hai letto cosa fai ora per ora. Adesso candidati con la cosa che rimandi da più tempo.

Nel form scrivi quella vera, con un nome preciso (non quella che fa scena, quella che ti pesa davvero) e i numeri che puoi portare. L'investimento te lo comunichiamo in risposta: prima vogliamo capire se questi due giorni ti servono adesso, e se non è il momento te lo diciamo noi per primi. Bologna, 4 e 5 luglio 2026. Le candidature chiudono domenica 28 giugno, perché chi entra deve avere il tempo di arrivare coi numeri in mano, non di cercarli la sera prima.