Cosa ti porti via

Esci con un piano
su una pagina, firmato.
E i megaprompt per rifarlo.

Non appunti da tradurre quando avrai tempo, perché tempo non ne avrai. Una pagina sola, firmata a mano: 2 o 3 priorità con responsabili, ore vere, numeri di controllo e la prima mossa già in calendario. Più i 4 megaprompt di Piernicola De Maria, gli stessi con cui in aula il tuo piano prende le botte, e che il trimestre dopo usi da solo con la tua AI per rifare il collaudo. Questa pagina ti dice esattamente cosa metti in valigia la sera del 5 luglio.

// 00 In una schermata

Quattro cose in mano, e nessuna da finire a casa.

Se scorri veloce, leggi solo questo: è l'inventario completo. Non c'è una sezione "materiali extra" più in basso, è tutto qui, e ognuna è già piena dei tuoi numeri.

  • 1 Piano su una pagina, firmato a mano: solo le 2 o 3 priorità che hanno retto le prove, con responsabili, ore, numeri e prima mossa entro 14 giorni.
  • 4 strumenti compilati sui tuoi numeri in sala, non vuoti da riempire dopo: Lettura del Semestre, Piano di Trimestre, Conto delle Ore, Cruscotto di Controllo.
  • 4 megaprompt di Piernicola De Maria: gli stessi che in aula attaccano il tuo piano, e che da quel giorno sono tuoi.
  • 1 dichiarazione finale: cosa tagli, cosa fai per primo, quale numero guardi ogni settimana. Detta ad alta voce davanti agli altri, non pensata la domenica sera.
// 01 La differenza

La cartella che non riapri, e quella con il pieno già fatto.

Il problema non è la qualità degli appunti. È che un appunto è una cosa da tradurre dopo, e tradurre diventa un'altra voce nella lista delle cose che non fai. Qui quel passaggio, quello dove di solito si perde tutto, l'hai già fatto in sala: ogni blocco dei due giorni si chiude con una scheda piena dei tuoi dati o una decisione presa. La differenza con una dispensa è quella tra il manuale di una macchina e la macchina col pieno fatto.

// 02 Il pezzo che firmi

Il Piano su una pagina, firmato.

È l'unica cosa che firmi, e la firmi a mano, su carta apposta: una decisione messa sulla pagina col tuo nome la guardi diversamente da un file che approvi distratto. Una pagina sola ti costringe pure a scegliere, perché otto priorità tornano a essere una lista, e di liste te ne sei già scritte abbastanza. Dentro c'è solo quello che ha superato le prove.

2 o 3 priorità, non una in più

Le 8 o 9 con cui sei entrato sono diventate le poche che reggono. Le altre le hai chiuse tu, a ragion veduta, e te le sei tolte dalla testa.

Un responsabile per ciascuna

Ogni priorità ha un nome accanto. Le decisioni smettono di tornare tutte sulla tua scrivania, e il piano sta in piedi anche quando non ci sei sopra ogni minuto.

Le ore vere, non quelle che vorresti

Le ore che la priorità chiede davvero, contate togliendo vendita, consegne ed emergenze. Se non ci stavano, l'hai scoperto in sala e hai tagliato lì, non a settembre.

I numeri che la misurano

Per ogni priorità il numero che ti dice se sta andando o no. Niente "mi sa che va bene": un numero, una soglia, un segnale.

La prima mossa entro 14 giorni

Non "da settembre acceleriamo". La prima mossa concreta, con giorno e ora, nelle prime due settimane. Quella che rompe il blocco, non quella che lo prepara e basta.

Una pagina che il team legge in due minuti

Lo passi a chi lavora con te e in due minuti sanno chi fa cosa, con quante ore e con quali numeri. E possono contestartelo a viso aperto, ore alla mano.

// 03 I quattro strumenti compilati

I quattro strumenti, già compilati sui tuoi numeri.

Non li ricevi vuoti. In aula li lavori riga per riga sul tuo caso e te li porti via pieni. Ognuno ti serve a una cosa precisa nei mesi dopo, quando sei tornato nella mischia e il piano deve reggere da solo.

  • Lettura del Semestre: nero su bianco la causa vera che ti è già costata sei mesi, quella che a parole è facile dimenticare. La riapri quando stai per ripartire, così non te la riporti dentro il trimestre nuovo identica.
  • Piano di Trimestre: le tue 2 o 3 priorità complete di tutto, più la lista esplicita di cosa hai tagliato e perché. Quando a metà strada ti torna la tentazione di riaprire una cosa chiusa, ce l'hai scritto perché l'avevi chiusa.
  • Conto delle Ore: la prova, fatta col calendario alla mano, che il piano sta nelle tue ore reali. Lo rifai ogni volta che cambia qualcosa, prima di promettere ore che non hai.
  • Cruscotto di Controllo: cinque o sei numeri, ognuno con la sua soglia e l'azione già decisa a mente fredda. Ti avvisano mentre correggere costa ancora poco. La prima riunione di controllo è già fissata, con giorno e ora.
// 04 Il collaudo che ti resta

I 4 megaprompt: il collaudo te lo porti a casa.

Questa è la parte che cambia il conto. La maggior parte di quello che impari a un corso resta lì, e quando ti serve di nuovo devi tornare. I quattro megaprompt no. Sono le stesse parole esatte con cui in aula hai messo sotto pressione il tuo piano, le ore gonfiate, i responsabili di comodo, i rischi che hai preferito non guardare. Da quel giorno sono tue.

Il prossimo trimestre, da solo davanti al laptop, apri il piano nuovo, li incolli nella tua AI (Claude, ChatGPT o Gemini, una vale l'altra) e lei rifà la prima rottura, con la stessa logica che hai visto funzionare a Bologna. Le decisioni restano tue, su carta. Non torni in aula, non aspetti il prossimo corso, non dipendi da me per tenere il piano in piedi. L'AI ce l'hanno tutti: il valore è sapere cosa chiederle, e quello te lo porti via per iscritto.

// 05 La dichiarazione

Tre cose dette da adulto, ad alta voce.

Alla fine del secondo giorno chiudi con una dichiarazione asciutta. Tre cose dette davanti alla stanza: cosa tagli, cosa fai per primo, quale numero guardi ogni settimana. Niente discorso, niente applausi.

Le cose che pensi la domenica sera le sai già da un pezzo. Il punto è sempre stato che non uscivano dalla tua testa. Questa esce, è detta davanti a gente che ha appena messo le mani sul tuo piano, ed è scritta sul foglio.

// 06 La domanda vera

"Sì, ma poi non lo uso lo stesso."

Se questo pensiero ti è già passato per la testa, fai bene a farlo, ed è la domanda che conta più di tutte. Magari di corsi ne hai già comprati, e di buoni propositi pure, e a casa è rimasto tutto fermo. Quindi la promessa "materiale che usi lunedì", da sola, non basta.

La differenza non è che stavolta sarai più motivato. È che stavolta non torni con qualcosa da iniziare a usare: torni con qualcosa che è già stato usato. Il piano l'hai già visto rompersi al Banco di Rottura e l'hai corretto finché ha retto, davanti agli altri. Gli strumenti li hai compilati sui tuoi numeri riga per riga, in sala. La dichiarazione l'hai detta ad alta voce, non scritta su un foglio da te per te. Un piano che ha già preso le botte da lunedì non ti chiede disciplina, ti chiede solo la prima mossa, che è già in calendario con giorno e ora.

Poi resta una cosa che nessuno può fare al posto tuo: eseguire quella prima mossa. Quella è lavoro tuo, e te lo dico chiaro perché il corso si chiama No Bullshit. Ma è una mossa sola, su un piano che ha già retto. Non è la lista infinita da cui sei sempre scappato.

// 07 Onestà

Cosa NON ti porti via.

Il corso si chiama No Bullshit, quindi vale anche qui. Non ti porti via la garanzia che il fatturato salga, non una trasformazione personale, non il metodo definitivo che risolve tutto. Quel metodo non esiste, e chi te lo vende ti sta vendendo un altro piano bullshit.

Ti porti via cose che puoi toccare: un piano su una pagina che hai già visto rompersi e corretto, i quattro strumenti che lo tengono in piedi, i megaprompt per rifarlo da solo, tre righe su cosa tagli e da dove parti. Eseguirlo, da lunedì, è lavoro tuo. Quello non te lo posso mettere in valigia.

// 08 Prima di candidarti

Le due domande che ti stai facendo adesso.

01Tutta questa roba la ottengo solo entrando?

Sì. Il piano firmato, gli strumenti compilati e i megaprompt si costruiscono in sala, sui tuoi numeri, in quei due giorni. Non c'è una versione da scaricare. E si entra su candidatura, che chiude domenica 28 giugno: chi entra deve avere il tempo di tirare fuori i suoi dati prima dell'aula, non la sera prima.

02Quanto costa?

L'investimento viene comunicato in risposta alla candidatura, insieme all'esito e ai passi pratici. Prima ci parliamo: se non è il momento giusto te lo diciamo noi, prima che tu spenda un euro.

Vieni a portarti via il piano, non un'altra dispensa.

Bologna, 4-5 luglio 2026, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura, chiudono domenica 28 giugno.