Il tuo piano è scritto per piacerti.
L'AI lo legge per trovarci i buchi.
Dentro i due giorni il laptop sta chiuso quasi sempre. Si apre solo in momenti dedicati, le finestre AI, dove fai una cosa sola: incolli un megaprompt scritto da Piernicola De Maria e lasci che l'intelligenza artificiale provi a smontare il piano che hai appena costruito a mano. Le ore che hai contato larghe, il nome scritto sotto la priorità per non lasciare la casella vuota, la cosa che potrebbe far saltare tutto e che hai preferito non scrivere. Poi richiudi il laptop e decidi tu, su carta. La macchina apre la prima crepa. La firma resta tua.
Il laptop si apre dove serve, e lì fa la cosa che a mano ti porterebbe via mezza giornata.
La tentazione, in un corso del 2026 che usa l'AI, è tenere tutti col portatile aperto dalla mattina alla sera. Sai già come finisce: a metà mattina sei dentro la posta, hai risposto a tre WhatsApp e la cosa per cui ti eri seduto è ancora lì, mentre l'altra metà della sala chiede a ChatGPT di scrivere il piano al posto suo. Lavoro finto, piano finto.
Qui funziona al contrario. Il laptop sta chiuso mentre guardi i tuoi numeri, scegli le priorità e decidi cosa tagliare: quel lavoro lo fai a mano, sui tuoi numeri, con un altro imprenditore di fianco. Lo schermo si apre solo nelle finestre AI, e lì fa due cose che da solo, a freddo, non faresti mai. La prima: mette sotto pressione quello che hai già deciso, senza farti sconti e senza tenere a te. La seconda: ti rilegge tutte le priorità una accanto all'altra in pochi secondi, somma le ore, incrocia i nomi, e ti fa il conto che a mano richiede mezza mattina e che, diciamolo, da soli non ci si mette mai a fare.
Poi lo schermo si spegne e torni a decidere da adulto. L'AI è uno strumento, non un oracolo: la usi per la cosa in cui è più brava e tu, sul tuo piano, sei più debole. Non perché sei distratto. Perché è il TUO piano: ci sei dentro, lo hai scritto tu, e nessuno trova i buchi nel ragionamento che si è appena raccontato.
È per te se
- ✓Rilegge tutte le tue priorità insieme e somma le ore che hai contato, per dirti dove non tornano.
- ✓Ti chiede dove prendi davvero quelle ore, tolte vendita, consegne ed emergenze che già ti mangiano la giornata.
- ✓Tira fuori il rischio che hai lasciato fuori dal foglio, e ti chiede cosa fai quando succede.
- ✓Apre la prima crepa, prima che lo facciano gli altri imprenditori in sala e prima della firma.
Non è per te se
- ×Non decide se una priorità la tagli o la tieni. Quella scelta torna a te, su carta.
- ×Non firma il piano al posto tuo, e non deve.
- ×Non ti scrive l'azienda e non ti garantisce niente. Ti fa le domande che faresti tu, se avessi due ore e la lucidità per guardare il tuo piano da fuori.
- ×Non si tiene i tuoi dati per "imparare". È una delle prime cose che la gente chiede, e la trovi qui sotto.
Porti il tuo laptop e la tua AI. I megaprompt li metto io.
Vieni con il tuo computer e con l'AI che usi già: Claude, ChatGPT o Gemini, una vale l'altra, non devi installare niente di particolare. Quando si apre la finestra, copi e incolli un megaprompt scritto da Piernicola De Maria, premi invio, e parte il lavoro. Non devi sapere scrivere un prompt fatto bene: quel pezzo l'ho già fatto io, tu incolli il tuo caso e leggi cosa viene fuori. Se l'AI per qualcosa di serio non l'hai mai usata, è proprio il punto: qui non ti chiediamo di diventare bravo con la macchina, ti chiediamo di leggere un foglio di domande scomode sul tuo piano. Quello lo sai fare, ed è l'unica cosa che conta.
Se ti frena l'idea di incollare i numeri della tua azienda dentro a ChatGPT, è una preoccupazione legittima e te la dico chiara: nel megaprompt non incolli un bilancio. Incolli il piano del trimestre, due o tre priorità con ore, responsabili e una soglia. Sono le stesse cose che diresti al tuo team in una riunione, non i tuoi conti riga per riga. Se vuoi stare ancora più stretto, usi sigle al posto dei nomi e ordini di grandezza al posto delle cifre esatte: il collaudo funziona uguale, perché quello che la macchina attacca è la struttura del piano, non l'estratto conto. Usi il tuo account, sul tuo computer, e il piano vero, quello firmato, esce da Bologna su una pagina di carta in tasca tua.
Perché un megaprompt scritto bene e non quattro righe buttate lì? Perché la differenza tra "chiedi all'AI una mano col piano" e "fai attaccare il piano da un revisore che sa esattamente dove gli imprenditori cercano riparo" è tutta lì. Le ore le sai contare larghe in modo credibile, anche a te stesso. Un buon megaprompt sa già dove guardare, perché è scritto da chi quei piani li ha visti rompersi a centinaia.
Tre punti dove un piano fatto in buona fede mente quasi sempre.
Non un parere generico. Il megaprompt non commenta il tuo piano, lo interroga: va a cercare, su ogni priorità una per una, i punti precisi dove chi scrive in buona fede si racconta la versione comoda. Sono i tre dove, da solo, fai più fatica a vederti.
Hai scritto che quella priorità ti chiede dieci ore a settimana, e ci credi pure. L'AI te le rilegge accanto alle altre, somma, e ti chiede dove le prendi davvero, tolte vendita, consegne ed emergenze che già ti mangiano la giornata. Quasi sempre il conto non torna, e lo vedi adesso, mentre rimediare costa una riga e non un trimestre bruciato.
Quel nome accanto alla priorità è davvero il responsabile, o è la persona che ti veniva comoda scrivere? L'AI non si fa intenerire dai nomi: chiede se quella persona ha le ore, il mandato e il pezzo di decisione per portarla in fondo, o se in realtà torna tutto sulla tua scrivania. Dove è di facciata, lo dice.
C'è sempre quello che potrebbe far saltare il piano e che, scrivendolo, hai lasciato fuori, perché metterlo nero su bianco lo rendeva reale. L'AI lo tira fuori e ti chiede cosa fai quando succede. Non per spaventarti: per farti decidere la risposta ora, a mente fredda, mentre correggerla costa una frase e non c'è ancora il fuoco.
La prima crepa, di solito, la apre la macchina. La firma la metti tu, a mano.
Questo è il primo dei tre livelli del Banco di Rottura, il momento in cui il piano prende le botte prima della firma. L'AI attacca il piano di tutti in parallelo, ognuno sul proprio caso, nello stesso momento: non aspetti il tuo turno e nessuno aspetta il tuo. Poi arrivano gli altri imprenditori a coppie con una checklist, e qualche caso finisce davanti alla stanza. Ma la prima crepa, quella che ti toglie la versione comoda, di solito la apre la macchina, perché è la più veloce e la più sistematica, e perché di te non gliene importa niente.
E quando l'AI ti contesta una priorità, non è lei a stabilire se la tagli o la tieni: mette il dito nel punto debole, la scelta torna a te, con davanti gli altri imprenditori che ci sono già passati. Per questo il Piano su una pagina resta carta e firma fisica: non un file, non un documento condiviso, una pagina sola che firmi con la penna dopo che il piano ha retto le prove. Una cosa che firmi a mano pesa diverso da una che approvi distrattamente in un'app. Si rompe il piano, mai la persona, e a deciderlo è sempre la persona. La frase che gira in quel momento è una sola: meglio che il tuo piano si rompa qui che a settembre davanti ai tuoi numeri.
Le quattro cose che chiedono tutti prima di candidarsi.
Domanda giusta da farsi. Lavori con il tuo account e la tua AI, gli stessi che useresti a casa, e incolli solo il pezzo di piano che vuoi mettere sotto pressione, non i bilanci. Per far lavorare il megaprompt bastano la struttura del piano, le ore e le priorità: non servono fatturati al centesimo né nomi di clienti, e se vuoi stare stretto usi sigle e ordini di grandezza. Resti tu il padrone di cosa scrivi e cosa no, esattamente come quando la usi per conto tuo.
Se non la usi ancora bene, hai i tuoi motivi, e di solito sono buoni: hai avuto mille altre cose da imparare prima. Qui non serve sapere niente. Apri la finestra, incolli il megaprompt già scritto, premi invio. Non c'è un prompt da inventare, non c'è una gara di chi è più tecnico, e nessuno guarda il tuo schermo: ognuno è sul proprio caso, in parallelo. La cosa difficile l'ho fatta io. A te resta da leggere e decidere, che è esattamente il tuo mestiere.
È il rischio vero quando butti lì quattro righe e chiedi "dammi una mano col piano". La risposta generica nasce da una domanda generica. Per questo non usi un prompt qualsiasi: usi un megaprompt scritto da chi sa esattamente dove gli imprenditori cercano riparo, e che lavora sul tuo caso preciso. Non ti chiede come ti senti: ti chiede dove prendi quelle dieci ore e se quel responsabile ha davvero il mandato.
Non può farti tagliare niente, perché non taglia lei. L'AI solleva il dubbio, la forbice resta in mano tua, e accanto hai i tuoi numeri, gli altri imprenditori e Piernicola che ci mettono il naso prima che tu decida. Se prende un granchio, lo vedi in tre secondi e tieni la priorità: è il tuo piano. Spesso il valore è proprio quello, difendere una scelta sotto attacco e accorgerti che regge davvero, non solo nella tua testa.
I quattro megaprompt valgono più dei due giorni, perché te li porti via.
La parte che cambia il conto viene dopo i due giorni. I quattro megaprompt scritti da Piernicola De Maria non restano in aula: te li porti via. Sono le stesse parole esatte con cui in aula hai messo sotto pressione il tuo piano, e da quel giorno sono tue, su un file tuo, pronte da incollare.
Fai due conti su cosa significa. Un piano serio andrebbe riattaccato ogni tre mesi da qualcuno che non ti tiene buono: un esterno pagato apposta per dirti dove non torna, quattro volte l'anno, ogni anno, con un'agenda da aspettare. Oppure non lo rivedi affatto, e te ne accorgi a fine anno quando correggere costa caro. Con i megaprompt in tasca quel collaudo lo rifai da solo, davanti al tuo laptop, in un pomeriggio: apri il piano nuovo, incolli, e la macchina ti rimette davanti le ore contate larghe, il nome di comodo, il rischio saltato, con la stessa logica che hai visto funzionare a Bologna. Nessuna call da prenotare, nessun corso da rifare, nessuno da pagare per ricordarti dove guardare.
La macchina ce l'hanno tutti, e gratis. Quello che non hai è sapere cosa chiederle, e quello te lo porti a casa già scritto. È il pezzo che ti toglie dal dover dipendere da qualcuno per tenere il piano in piedi: da lunedì il collaudo è in tasca tua, non sull'agenda di un altro. Eseguire la mossa che è già in calendario, quello resta lavoro tuo, non te lo posso mettere in valigia. Ma il collaudo, da solo, non te lo deve più fare nessuno.
I megaprompt li scrivo io. Il piano da attaccare lo porti tu.
Due giorni dal vivo a Bologna, sabato 4 e domenica 5 luglio 2026, 9:00 - 18:00, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura, e le candidature chiudono domenica 28 giugno: chi entra deve avere il tempo di preparare i suoi numeri prima dell'aula, non la sera prima.