Bologna, 4 e 5 luglio 2026, su candidatura

Il tuo piano entra intero.
Esce con le crepe già trovate.

A settembre apri il piano di gennaio e ritrovi le stesse tre cose ferme, con una data nuova sopra. È andata così l'anno scorso, e quello prima. Qui quel giro lo rompiamo prima che parta. Il tuo piano, sui tuoi numeri veri, passa per quattro strumenti in fila: ognuno ti toglie una bugia che oggi ti tiene fermo e ti lascia in mano un pezzo. Poi quel piano sale sul Banco di Rottura e prende le botte: prima l'intelligenza artificiale, poi gli altri imprenditori in sala. Quello che cede lo correggi lì. Quello che regge lo firmi, su una pagina sola. Da quel momento lo segui non perché ti imponi disciplina, ma perché l'hai già visto rompersi e tiene. Sotto trovi, strumento per strumento, cosa entra e cosa esci.

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Non si lavora su come ti senti. Si lavora sul piano, finché regge da solo.

Pianificare lo sai fare, e bene, altrimenti non saresti arrivato dove sei. Il problema non è lì. Il problema è che il piano lo scrivi, poi le urgenze se lo mangiano, e a fine trimestre lo riscrivi quasi uguale. Quindi qui niente carica, niente "ritrova la concentrazione", niente discorsi su come ti senti. Si lavora sui tuoi numeri, sul tuo calendario e sui tuoi progetti veri, e ogni blocco si chiude con una scheda compilata o una decisione presa che entra nel tuo piano.

Se ti sta venendo il dubbio che siano due giorni di compiti pesanti, è il contrario. Non porti niente da studiare prima, non rileggi dispense dopo. Il lavoro è tutto in sala, a blocchi brevi: una spiegazione corta, un esempio già compilato così vedi com'è fatto bene, poi tocca a te coi tuoi dati, con un altro imprenditore di fianco che ti contesta le risposte vaghe. La parte di traduzione, quella dove di solito si perde tutto, la fai mentre sei qui, non a casa quando avrai tempo.

Gli strumenti sono quattro, e vanno in fila per un motivo. Prima la verità sul semestre, poi la scelta delle poche priorità che reggono, poi il calendario che fa da giudice, poi i numeri che ti avvisano. Alla fine i quattro pezzi diventano una pagina sola, e quella pagina è il piano che firmi.

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Lettura del Semestre

A cosa serve

A sapere cosa è andato storto nei primi sei mesi, e perché. Non la versione presentabile da raccontare in giro: quella vera, coi numeri sotto. La bugia che smonta è "tutto sommato è andata". Finché non guardi la causa vera, ogni piano nuovo riparte con dentro lo stesso difetto, e lo paghi una seconda volta.

Come si lavora

Per ogni obiettivo di inizio anno metti in fila il risultato reale, il numero che lo prova, la spiegazione comoda che ti sei dato, la causa vera, la decisione che hai rimandato e quanto ti è costata. Si parte da un esempio già compilato, poi tocca a te sui tuoi dati. Se temi che il tuo caso sia troppo particolare per uno schema così, lo schema è apposta generico: è la materia che ci metti dentro a essere la tua, e la causa vera salta fuori comunque.

Cosa esci con

La causa vera che ti è costata sei mesi, scritta nero su bianco, e tre decisioni da chiudere prima ancora di costruire il trimestre.

Perché conta

La causa che non hai guardato non sparisce. Ti aspetta a settembre, identica, solo che lì costa di più e hai un trimestre in meno per rimediare.

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Piano di Trimestre

A cosa serve

A passare da 8 o 9 cose aperte a 2 o 3 priorità che porti davvero in fondo, e a tagliare il resto senza il tarlo di avere sbagliato. La bugia che smonta è "sono tutte priorità". Non ti serve un altro metodo per pianificare, quello lo sai fare: ti serve scommettere sulle poche che finirai davvero, e ogni taglio lo decidi su un criterio, davanti a tutti, non a sensazione.

Come si lavora

Ogni priorità candidata passa sette controlli: responsabile unico, risultato misurabile, ore richieste, il blocco che l'ha sempre fermata con la risposta già decisa, la prima mossa entro 14 giorni, cosa tagli per farle spazio, quando ti fermi. Se non li passa tutti, non entra.

Cosa esci con

Il tuo Piano di Trimestre con al massimo tre priorità complete di tutto, più la lista esplicita di cosa hai chiuso o messo in attesa.

Perché conta

Le aziende non si fermano perché fanno poco. Si fermano perché tengono in vita troppe cose a metà, e ognuna si prende un pezzo della tua testa anche quando non ci stai lavorando. Decidere cosa non fare è la parte del piano che ti restituisce le ore per fare il resto.

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Conto delle Ore

A cosa serve

A scoprire oggi, in sala, se il piano sta nelle tue ore vere, invece di scoprirlo a settembre col trimestre già bruciato. La bugia che smonta è "con un po' di disciplina ce la faccio". La disciplina non c'entra: o le ore ci sono o non ci sono.

Come si lavora

Conti le ore tue e del tuo team davvero disponibili, togli quelle già mangiate da vendita, consegna, gestione ed emergenze, e confronti quello che resta con quello che le priorità chiedono. Qui salta fuori il conto che è facile non fare: il piano vuole più ore di quante ne esistono. Se i conti non tornano, la risposta non è più disciplina, è il taglio. E il primo blocco di lavoro va in calendario prima che tu esca dalla sala, con giorno e ora.

Cosa esci con

Il Conto delle Ore compilato, l'eventuale priorità eliminata perché non ci stava, e il primo blocco di lavoro già fissato in agenda.

Perché conta

È qui che muoiono quasi tutti i piani. Un piano che non sta nelle ore non lo salvi con la buona volontà: non si esegue, e basta. Non è un tuo difetto, sono le ore che non c'erano. Meglio saperlo oggi che a ottobre.

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Cruscotto di Controllo

A cosa serve

Ad accorgerti presto quando qualcosa deraglia, mentre correggere costa ancora poco. La bugia che smonta è "me ne accorgerò in tempo". Senza dover guardare venti numeri ogni settimana e senza aspettare la fine del trimestre per scoprire, a cose fatte, come è andata.

Come si lavora

Scegli cinque o sei numeri al massimo. Per ognuno scrivi chi lo guarda, ogni quanto, la soglia che dice attenzione, la soglia che dice intervieni, e cosa si fa quando scatta: deciso adesso, a mente fredda, mentre non c'è ancora il fuoco. Si chiude fissando la prima riunione di controllo: giorno, ora, chi c'è.

Cosa esci con

Il Cruscotto di Controllo compilato e la prima riunione di controllo già in calendario.

Perché conta

La differenza tra correggere a luglio e accorgersene a settembre la paghi in mesi e in soldi. Il cruscotto sposta indietro il momento in cui te ne accorgi, dal punto in cui puoi solo prenderne atto a quello in cui puoi ancora muovere qualcosa.

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I quattro strumenti non sono quattro schede separate. Sono una sequenza.

La Lettura del Semestre ti dà la verità di partenza. Il Piano di Trimestre la trasforma in poche priorità. Il Conto delle Ore verifica che ci stiano davvero nelle tue ore. Il Cruscotto di Controllo le tiene d'occhio nei mesi dopo, quando sei tornato nella mischia di tutti i giorni e il piano deve reggere da solo. Saltarne uno vuol dire firmare un piano con un buco dentro, e il buco lo paghi quando meno te lo aspetti. Alla fine i quattro pezzi diventano una pagina sola.

Vuoi vedere il tuo piano passare per questi quattro strumenti, sui tuoi numeri?

Due giorni a Bologna, il 4 e 5 luglio 2026, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura. Le candidature chiudono domenica 28 giugno: chi entra deve avere il tempo di arrivare con i numeri in mano, non di cercarli la sera prima, ecco perché si chiude in anticipo. L'investimento viene comunicato in risposta alla candidatura.

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Prima della firma, il piano prende le botte. Su tre livelli.

I quattro strumenti ti danno un piano. Ma un piano che nessuno ha mai attaccato sembra solido finché non lo tocca la realtà. Qui lo tocchiamo apposta, in sala, su tre livelli che lavorano uno dopo l'altro. La frase che gira è semplice: meglio che il tuo piano si rompa qui che a settembre davanti ai tuoi numeri. Si rompe il piano, mai la persona.

Livello 1, l'intelligenza artificiale

In momenti dedicati apri il tuo laptop con la tua AI, Claude, ChatGPT o Gemini, una vale l'altra. Incolli un megaprompt scritto da Piernicola De Maria e l'AI mette il piano di tutti sotto pressione in parallelo, ognuno sul proprio caso: ore gonfiate, responsabili messi lì per comodità, rischi che hai preferito non guardare. Non aspetti il tuo turno e nessuno aspetta il tuo. È la più veloce, e di solito è lei ad aprire la prima crepa.

Livello 2, gli altri imprenditori

A coppie e in piccoli gruppi, con una checklist in mano, gli altri in sala cercano i punti dove il tuo piano cede, con le loro ore e i loro numeri davanti, perché ci sono già passati. Qui dentro c'è il Conto della Sottrazione: entri con otto o nove priorità ed esci con due o tre che reggono. In pubblico circola solo l'aggregato anonimo della stanza, mai i nomi.

Livello 3, qualche caso davanti alla stanza

Tre o quattro piani finiscono davanti a tutti. Si guarda un piano intero alla luce della sala, dove ogni punto debole è più difficile da nascondere e ogni correzione la vedono anche gli altri, che da quel caso imparano per il proprio. Quello che cede lo correggi sul posto. Quello che regge lo firmi.

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La macchina rompe. La firma è tua, e va sulla carta.

C'è una riga che non si supera, ed è il punto dove tanti corsi sull'AI scivolano nell'hype. L'intelligenza artificiale, in questi due giorni, ti contesta, ti accelera la stesura e l'analisi, ti trova i buchi e fa la prima rottura del piano. Non decide niente. Quando ti contesta una priorità, mette il dito nel punto debole: se la tagli o la tieni torna a te, a mente fredda, con davanti gli altri imprenditori che ci sono già passati. Se è il tuo caso temere che l'AI ti sostituisca il giudizio, qui succede l'opposto: te lo rimette davanti, perché ti costringe a rispondere alle domande che da solo salteresti.

E il Piano su una pagina resta carta, con la tua firma sopra. Non un file, non un documento condiviso, non un output da copiare in una cartella che non riaprirai. Una pagina sola ti costringe a scegliere: non ci stanno otto priorità, ci stanno le poche che reggono. Una cosa che firmi con la penna pesa diverso da una cosa che approvi distrattamente in un'app. Le risposte restano tue, e restano umane.

I quattro megaprompt di Piernicola De Maria, gli stessi che in sala attaccano il tuo piano, te li porti via. Il prossimo trimestre, da solo davanti al tuo laptop, rifai lo stesso collaudo: incolli i megaprompt e l'AI ti attacca le ore gonfiate, i responsabili di comodo e i rischi che hai lasciato fuori. Per tenere il piano in piedi non dipendi da nessuno: il metodo è in tasca tua, già scritto, pronto da incollare.

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Quattro dubbi che vengono leggendo fin qui.

01Sembra tantissimo lavoro per due giorni.

È molto, ed è il punto. Non vieni ad ascoltare e prendere appunti, vieni a uscire con il piano finito: per questo i due strumenti del primo giorno sono onestà e priorità, e i due del secondo sono calendario e realtà, ognuno chiuso con una decisione presa, non con un buon proposito. Il lavoro pesante è concentrato lì, in sala, con qualcuno di fianco, invece di essere spalmato su sei mesi in cui non lo fai mai.

02E se il mio caso è diverso dagli esempi?

Gli esempi servono solo a farti vedere com'è fatta bene una scheda. Poi ogni strumento lo compili sui tuoi numeri, sul tuo semestre, sulla tua cosa rimandata: non c'è un esempio "tipo" da copiare, c'è il tuo caso da lavorare. Più il tuo caso è particolare, più conta avere di fianco altri imprenditori e un'AI che lo attaccano da angolazioni che da solo non vedi.

03I miei numeri non sono perfetti.

Non servono bilanci perfetti, non serve il commercialista al telefono: servono ordini di grandezza veri su fatturato, margini, ritardi e progetti aperti. Nessuno arriva con i numeri in ordine come vorrebbe, e va bene così. Tirarli fuori è già metà del lavoro, ed è spesso la prima volta che li guardi davvero: è già lì che cade la prima bugia.

04Non voglio che un'AI decida al posto mio.

E infatti non decide. L'AI rompe, contesta, ti trova i buchi: la scelta di cosa tagli e cosa tieni torna sempre a te, a mente fredda, su carta. Se sei diffidente verso l'AI che "ti dice cosa fare", sei nel posto giusto: qui fa le domande, non dà le risposte.

È per te se

  • Hai un'azienda avviata, troppe cose aperte e i tuoi numeri da mettere sul tavolo: è esattamente la materia su cui i quattro strumenti mordono.
  • Sai già cosa dovresti fare e non lo fai: il metodo non lavora sul perché ti senti bloccato, lavora sul piano finché smette di reggersi sulla tua forza di volontà.
  • C'è una cosa importante che rimandi da mesi: le diamo un nome al Piano di Trimestre, e una prima mossa entro 14 giorni con giorno e ora.
  • Sei disposto a tagliare quello che non regge, anche quando ti dispiace: il Conto della Sottrazione serve proprio a quello.

Non è per te se

  • ×Cerchi motivazione o carica: qui si esce con un piano, non con l'entusiasmo che a martedì è già finito.
  • ×Vuoi ascoltare e decidere con calma poi: ogni strumento ti chiede di decidere lì, sui tuoi dati.
  • ×Non vuoi portare i tuoi numeri, o stai avviando adesso e non hai ancora un semestre da leggere: senza quella materia prima i quattro strumenti girano a vuoto.
  • ×Vuoi difendere il piano che hai già, e continuare a sentirti bene con i tuoi piani: qui il piano lo attacchiamo apposta, ed è la parte che ti conviene di più, anche se sul momento brucia.
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Un piano che ha già preso le botte non ti chiede disciplina il lunedì.

I planning che hai già fatto da solo, la domenica sera, reggono finché hai voglia di rispettarli, poi lunedì arriva il lavoro vero e se li mangia. Questo no, e non perché ti sei trasformato in una persona più ordinata, una che non esiste. Perché è fatto in modo diverso: le crepe le ha già trovate qui, davanti a te, e le hai corrette finché ha retto. Le decisioni le hai già prese, la prima mossa è già in agenda con un giorno e un'ora, i numeri ti avvisano da soli.

Eseguire la mossa che è già in calendario, quello resta lavoro tuo. Quello non te lo posso mettere in valigia, e diffida di chiunque ti dica che può. Ma il piano che lo rende possibile, quello te lo porti via lunedì mattina.

Manda il tuo piano a passare per i quattro strumenti.

Candidarti non ti impegna a niente: prima ci parliamo. Ti rispondiamo entro pochi giorni con l'esito, l'investimento e i passi pratici, e se non è il momento giusto te lo diciamo noi per primi. Le candidature chiudono domenica 28 giugno 2026.

Smetti di pianificare cose che non farai. Inizia a farle.

Due giorni, i tuoi numeri, un piano su una pagina firmato che hai già visto rompersi e corretto, e la prima mossa già in calendario. Bologna, 4 e 5 luglio 2026, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura, chiudono domenica 28 giugno. L'investimento viene comunicato in risposta alla candidatura.