Per chi è

C'è una riga che riscrivi
da troppe domeniche.

La conosci senza pensarci. La cosa importante che rimetti in lista ogni settimana e che il lunedì non tocchi, il progetto fermo a metà da un anno, la decisione che continui a spostare. Se ti è venuta in mente leggendo, sei nel posto giusto. Cosa serve per entrare e cosa no te lo dico più avanti: prima parliamo di quella riga.

// 01 La cosa che ti manca

Non ti manca un piano migliore. Ti manca la certezza di eseguirlo.

Partiamo da dove sei, che non è da zero. Hai un'azienda che gira, clienti che pagano, persone attorno e un fatturato che non è venuto da solo. Per arrivare fin qui hai già scritto centinaia di piani, e parecchi li hai pure portati a casa. Quindi no, non sei qui perché pianifichi male. Saperlo è il punto di partenza, non un complimento di cortesia.

Il problema è quell'altro, e lo conosci a memoria. Tra il piano scritto la domenica sera e le cose che il lunedì fai davvero c'è un buco. Dentro quel buco, ogni anno, finiscono le due o tre cose che contavano di più. Non perché non sai cosa fare: lo sai benissimo. Semplicemente non parte. O parte, e si ferma alla prima settimana storta.

Questi due giorni non lavorano sul piano. Lavorano su quel buco. Arrivi coi tuoi numeri veri, fatturato, margini, ritardi, progetti aperti, e con la cosa che rimandi da più tempo già a fuoco. Da lì smontiamo le bugie che ti tengono fermo, scegliamo le poche priorità che reggono, e le collaudiamo finché non sei più tu a doverti ricordare di essere disciplinato: è il piano stesso che è costruito per stare in piedi quando torni nella mischia di tutti i giorni.

// 02 Cosa ti costa lasciarla lì

A luglio sei a metà 2026. La domanda è come lo chiudi.

Facciamo il conto vero, quello che la lista della domenica ti aiuta a non fare. Sabato sei a metà anno esatto: hai ancora sei mesi davanti, ed è il momento in cui decidi una cosa sola. Se a dicembre quella cosa importante sarà partita, o se la riscriverai in lista per la tredicesima volta con sopra una data nuova.

Le cose ferme non aspettano gentili. Una decisione che giri da mesi si porta dietro le decisioni che dipendevano da lei. Un progetto a metà costa di più a riprenderlo che a chiuderlo. La telefonata evitata diventa più imbarazzante da fare. Non è che il problema resta uguale mentre rimandi: cresce con te, e ogni trimestre che passa diventa più caro da muovere.

Quella cosa ha aspettato abbastanza. Scrivila nella candidatura e mettile una data.

Bologna, 4-5 luglio 2026, Hotel Savoia Regency. Si entra su candidatura: è solo una conversazione, niente acconto, nessun posto bloccato. Le candidature chiudono domenica 28 giugno.

// 03 In quale di queste ti riconosci

Tre versioni dello stesso problema. Di solito ne porti dentro almeno due.

Non sono tre tipi di imprenditore. Sono tre modi in cui lo stesso buco si presenta. Leggile pensando alla tua settimana, non a una categoria.

Troppe cose aperte

Dieci progetti avviati, nessuno che arriva in fondo. Sai aprire cose, è una tua forza: solo che ogni trimestre aggiungi e non togli mai, e ognuna a metà si prende un pezzo della tua testa anche mentre non ci lavori. La sera del primo giorno ne hai meno, ma vere. Il sollievo lo senti già lì.

Tutto passa da te

L'azienda l'hai costruita tenendo tu il timone, e ha funzionato. È proprio per questo che adesso ogni decisione torna sulla tua scrivania, e il piano regge solo finché tu non ti fermi mai. Quella non è libertà. È un secondo lavoro che ti sei costruito da solo.

La cosa rimandata

C'è una cosa importante ferma da mesi, forse da un anno. Conta più di tutte, e quasi sempre è proprio per questo che non parte: spostarla ti fa sentire bene quasi quanto farla. Se non l'hai ancora fatta hai i tuoi motivi, di solito buoni. Qui smette di invecchiare dentro i tuoi piani.

È per te se

  • Sai già cosa dovresti fare, e non lo fai. È letteralmente il punto su cui sono costruiti questi due giorni.
  • Hai deciso di non decidere su qualcosa di importante, e lo chiami "ci sto ancora pensando".
  • Davanti a una pagina con due o tre priorità tue, scelte e firmate, ti verrebbe da respirare.
  • I numeri della tua azienda li sai a grandi linee, ma non li hai mai guardati in faccia tutti insieme.
  • Ogni decisione torna sulla tua scrivania, e il piano regge solo finché tu non ti fermi mai.
  • Il tuo team annuisce in riunione, e poi il lunedì nessuno cambia agenda davvero.
  • Sei stufo di sentirti dire bravo. Vuoi gente che cerca i punti dove il tuo piano cede.

Non è per te se

  • ×Cerchi una carica. Qui si esce con un piano, non con l'entusiasmo che a martedì è già finito.
  • ×Vuoi ascoltare con calma e decidere poi. Qui decidi lì, sui tuoi dati, con qualcuno che ti contesta le risposte vaghe.
  • ×Non vuoi portare i tuoi numeri. Senza quelli il lavoro diventa finto, e pagarlo non avrebbe senso.
  • ×Stai avviando adesso e un semestre da leggere non ce l'hai ancora. Ti mancherebbe la materia prima su cui si lavora il primo giorno.
  • ×Vieni a farti confermare che il piano andava già bene così. Qui il piano lo attacchiamo apposta, prima l'intelligenza artificiale coi megaprompt, poi gli altri imprenditori. Se è questo che cerchi, sprechi due giorni.
  • ×Vuoi continuare a sentirti bene con i tuoi piani. Qui le bugie si chiamano per nome, a partire dalle tue. Capita a tutti di raccontarsele, Piernicola De Maria per primo. Sul momento, qualche volta, brucia.
// 04 Quanto sei grande non conta

Non conta quanto sei grande. Conta che ci sia qualcosa di vero da leggere.

La domanda che arriva più spesso è "la mia azienda è troppo piccola". Quasi mai è vero. Se hai clienti, qualche persona attorno (anche solo collaboratori esterni) e decisioni vere da prendere, il lavoro si fa sui tuoi numeri e sulle tue ore qualunque sia la scala. Il problema delle troppe cose aperte non si risolve quando diventi grande: te lo porti dietro mentre cresci, e da grande togliere una cosa costa più di adesso, che basta una riga.

Vale anche al contrario: non serve essere una struttura complessa, con i tuoi direttori e dieci numeri da tenere d'occhio. Anzi, più sei tu a reggere tutto, più il pezzo che manca, far stare in piedi il piano senza la tua presenza costante, ti cambia la settimana. La discriminante non è il fatturato. È se hai un semestre alle spalle con dentro numeri, ritardi e decisioni rimandate. Se ce l'hai, c'è su cui lavorare. Se stai partendo ora e quel semestre non esiste ancora, mezza giornata resterebbe a vuoto, e preferiamo dirtelo a candidatura, non dopo che hai pagato.

Una cosa sui numeri, perché blocca più gente del dovuto: nessuno li ha in ordine come vorrebbe, e va bene così. Non servono bilanci perfetti, servono ordini di grandezza veri su fatturato, margini, ritardi e progetti aperti. Tirarli fuori è già metà del lavoro, ed è spesso la prima volta che li guardi sul serio. È già lì, prima ancora dell'aula, che cade la prima bugia.

// 05 Se hai dubbi

Se hai un dubbio, è nella candidatura che si scioglie. Non rileggendo questa pagina.

Candidarti non vuol dire impegnarti. Non è un sì, non è un acconto, non è un posto bloccato. È l'unico modo che abbiamo per guardare insieme il tuo caso e dirti, sul serio, se questi due giorni ti servono adesso oppure no.

Funziona così: scrivi la cosa vera che rimandi, con un nome preciso, e i numeri che puoi portare. Noi leggiamo, e prima di qualsiasi sì ci sentiamo. Se vediamo che non è il tuo momento, sei il primo a saperlo, senza che ti vendiamo un posto che non ti serve. Il filtro non lavora contro di te: lavora perché in sala ci sia gente con qualcosa di vero sul tavolo, te compreso.

Quindi falla semplice. Se ti sei riconosciuto in tre o quattro righe qui sopra, apri la candidatura adesso e mettici la cosa che ti pesa davvero, non quella che fa scena. Le candidature chiudono domenica 28 giugno, perché chi entra deve avere il tempo di arrivare coi numeri in mano e non di cercarli la sera prima. E se quella cosa ti gira in testa da un anno, aspettare un altro trimestre per decidere è solo un altro modo per riscriverla in lista.

Date
sabato 4 e domenica 5 luglio 2026
Orari
9:00 - 18:00
Sede
Hotel Savoia Regency, Bologna
Formato
dal vivo, gruppo selezionato su candidatura, si lavora sui tuoi numeri reali
Candidature
chiudono domenica 28 giugno 2026

La cosa che rimandi da un anno non si sblocca aspettando il trimestre giusto.

Apri la candidatura, scrivi quella cosa lì e i numeri che puoi portare: cinque minuti, e te la togli almeno dalla testa. Ti rispondiamo entro pochi giorni con esito e investimento. Bologna, 4-5 luglio 2026. Candidature entro il 28 giugno.